Disturbi alimentari

Cosa sono i disturbi alimentari?

Si parla di disturbi alimentari quando viene compromessa la possibilità di approcciarsi all’alimentazione in modo più o meno “normale” e di vivere il momento del pasto come un momento legato alla quotidianità

Poiché il cibo si carica di significati profondi: si può odiarlo e rifiutarlo perché, ad esempio, non ci si sente amati; oppure si può amarlo e ingerirlo in maniera insaziabile perché si ha fame di calore e affetto, per colmare un vuoto d’amore.

I pricipali disturbi alimentari: anoressia e bulimia

L’anoressia e la bulimia, i principali disturbi alimentari, negli ultimi anni sono sensibilmente aumentati.

In Italia l’anoressia riguarda per il 90% il sesso femminile fra i 15 e i 24 anni (anche se i maschi risultano in aumento), ma sono stati segnalati casi di bambine di 8-10 anni.

terapia per anoressia e bulimia 2La bulimia colpisce fino al 3% della popolazione, è anch’essa a prevalenza femminile e ha un’età di rischio più adulta dell’anoressia.

Le cause dei disturbi alimentari

Cosa accade nel cervello in caso di distubi alimentari?

In caso di disturbi alimentari l’area ipotalamica regola la produzione e la circolazione di dopamina, che induce benessere e appagamento generali. La dopamina viene prodotta quando si prova piacere.

Il piacere viene alimentato dall’eros e dal cibo, ma se l’amore latita è il mangiare che ne fa le veci, con il rischio di trarre in inganno il cervello, creando così, con le abbuffate voraci o con l’astinenza, l’anoressia o la bulimia che opprimono corpo e mente.

Anche l’incapacità di sentire e di esprimere liberamente le proprie emozioni prepara il terreno all’insorgere del disturbo alimentare.

Quando si è insicuri, non ci si vuole bene o si è molto sensibili al giudizio altrui, il cibo può diventare una compensazione, un rifugio dell’anima oppure il nemico numero uno. Nelle famiglie in cui il padre ha rinunciato al suo ruolo forte, autorevole e le frustrazioni necessarie allo sviluppo vengono risparmiate, il senso di noia e di vuoto per una vita senza difficoltà o conquiste da realizzare aumenta l’identificazione con modelli vacui proposti dalla società.

Bombardati da pubblicità e televisione, dal messaggio che per essere belli e avere successo bisogna essere magri, adolescenti e donne mature coltivano l’ossessione della magrezza, quasi della trasparenza, a costo di non mangiare quasi nulla.

Forti aspettative nei confronti dei figli (ad esempio in relazione allo studio) possono accentuare tratti di perfezionismo, che è uno dei fattori predisponenti.

Se poi i genitori manifestano il loro affetto con la preoccupazione che i figli mangino abbastanza, mentre gli altri bisogni vengono trascurati, il cibo può diventare uno strumento di ricatto, così come un membro della famiglia a dieta può stimolare meccanismi emulativi.

A chi rivolgersi in caso di disturbi alimentari nella zona di Padova

Centro Nastasi a Padova. Se si ha il sospetto che un familiare abbia un problema alimentare, è opportuno rivolgersi immediatamente a uno specialista per intraprendere una terapia.

L’intervento psicoterapico rappresenta il vero cardine della terapia dei disturbi alimentari in quanto consente di rimuovere le cause del disturbo e di acquisire le risorse necessarie ad affrontare le paure, modificare atteggiamenti mentali e abitudini sbagliate così da poter gestire efficacemente la propria vita.

Al centro di Psicologia e Psicoterapia Nastasi di Padova operano psicoterapeuti altamente specializzati nelle terapie volte a risolvere i disturbi alimentari.

La dott.ssa Giavanna Maria Nastasi potrà indicarvi la terapia più adeguata allo specifico caso di disturbo alimentare.

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Molti pensano che chi si rivolge ad uno psicologo sia una persona debole, incapace di affrontare da sola le proprie difficoltà.
In realtà, accettare i propri limiti, decidere di affrontarli, richiedere un aiuto professionale, non è un atto di debolezza bensì di coraggio.

La persona veramente forte è colei che non nasconde le proprie debolezze, ma si impegna per affrontarle e risolverle.