Terapia EMDR

Riassunto

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una psicoterapia scientificamente validata per il trattamento del trauma e del Disturbo da Stress Post-Traumatico. Riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle principali associazioni internazionali di psicologia, questa terapia permette di elaborare ricordi traumatici attraverso la stimolazione bilaterale del cervello, riattivando il naturale sistema di auto-guarigione. A differenza di altri approcci, l’EMDR non richiede di raccontare dettagliatamente il trauma e produce risultati più rapidi: l’84-90% dei pazienti con trauma singolo supera i sintomi del PTSD dopo sole 3 sessioni. In questo articolo scoprirai cos’è l’EMDR, come funziona, per chi è indicato e cosa aspettarsi dal trattamento.

Tempo di lettura: 10 minuti

Indice degli argomenti trattati:

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    EMDR

    La terapia che libera dal peso dei ricordi negativi e traumatici

    Alcuni ricordi restano bloccati nella mente come schegge dolorose. Non importa quanto tempo sia passato: improvvisamente riaffiorano con la stessa intensità emotiva del momento in cui sono accaduti. Il cuore accelera, il respiro si accorcia, la gola si stringe. È come se il cervello non riuscisse a capire che quell’evento appartiene al passato.

    Può trattarsi di un incidente stradale, una perdita improvvisa, un’esperienza di violenza, o anche situazioni apparentemente meno drammatiche, ma ugualmente destabilizzanti: la mamma che non ci ha rassicurati quando avevamo paura, non ci ha accolti e abbracciati quando da bambini ne avevamo bisogno, che non ci ha amati in maniera incondizionata, un’umiliazione, un abbandono, parole che hanno lasciato ferite profonde.

    L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è la terapia che negli ultimi trent’anni ha rivoluzionato il trattamento del trauma (di grave entità, ma anche di piccola), offrendo una via d’uscita concreta e scientificamente validata.

    A differenza delle terapie classiche basate solo sulla parola, l’EMDR lavora direttamente sui meccanismi fisiologici della memoria. L’obiettivo non è cancellare il ricordo, ma togliergli la carica emotiva disturbante. Dopo la terapia, ricorderai ancora l’evento, ma non ti farà più male. Lo guarderai come si guarda una vecchia foto in bianco e nero: un fatto della tua storia, non una ferita aperta.

    Che cos'è l'EMDR?

    Metodo EMDR

    L’acronimo EMDR significa “desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari”.
    Il nome può trarre in inganno: i movimenti oculari sono solo uno degli strumenti utilizzati, non l’essenza della terapia.

    L’EMDR nasce nel 1987 grazie all’intuizione della psicologa americana Francine Shapiro. Durante una passeggiata, notò casualmente che alcuni pensieri disturbanti perdevano la loro carica emotiva quando muoveva rapidamente gli occhi da una parte all’altra. Incuriosita, iniziò a studiare sistematicamente questo fenomeno, prima su se stessa, poi su colleghi e infine su pazienti traumatizzati, in particolare veterani del Vietnam che soffrivano di Disturbo da Stress Post-Traumatico.

    I risultati furono sorprendenti. Persone che convivevano da anni con incubi, flashback e ansia paralizzante, dopo poche sedute di EMDR riportavano un sollievo significativo e duraturo.

    Da allora, la ricerca scientifica ha confermato ripetutamente l’efficacia di questo approccio.
    Oggi l’EMDR è raccomandato come trattamento di prima scelta per il trauma da:

    • Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2013)
    • American Psychological Association (APA, 2017)
    • National Institute for Health and Care Excellence – Regno Unito (NICE, 2018)
    • International Society for Traumatic Stress Studies (ISTSS, 2018)

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    EMDR non è solo per grandi catastrofi: I Traumi con "T" e con "t"

    C’è un grande malinteso sui traumi. Spesso pensiamo che il trauma sia solo aver vissuto una guerra, un terremoto o un grave incidente. In psicologia, questi sono chiamati Traumi con la T maiuscola. Sono eventi che minacciano l’integrità fisica.

    Ma esiste un’altra categoria, molto più diffusa e spesso più insidiosa: i traumi con la “t” minuscola (o traumi relazionali). Si tratta di eventi che non minacciano la vita, ma feriscono profondamente la nostra identità e il senso di valore personale. Esempi comuni sono:

    • Umiliazioni subite da parte di un genitore che ci ha svalutati (“Sei stupido”) o a scuola dai compagni o da un insegnante
    • Essere stati trascurati emotivamente dai genitori: non essere stati abbracciati, accolti, considerati “importanti”, rassicurati, amati incondizionatamente, anche se si fanno i capricci o si prende un brutto voto a scuola
    • Tradimenti o abbandoni
    • Un ambiente familiare ipercritico o freddo, genitori che litigano.
    • Aspettative elevate da parte dei genitori, che sia aspettano che il figlio corrisponda esattamente ai loro desideri ( deve essere bravissimo a scuola)

     

    Queste esperienze, che consideriamo  “piccoli” traumi”,   possono avere un impatto devastante sull’autostima, creando l’ansia sociale, la sindrome dell’impostore o la paura del giudizio che viviamo oggi da adulti. L’EMDR è straordinariamente efficace su entrambi i tipi di trauma.

    Come funziona la tecnica EMDR?

    Il Cervello che si Auto-Guarisce

    Per capire come agisce l’EMDR, occorre fare un passo indietro e comprendere come il cervello elabora normalmente le esperienze.

    Ogni giorno viviamo migliaia di eventi: alcuni piacevoli, altri neutri, alcuni spiacevoli. Il cervello possiede un sistema naturale di elaborazione delle informazioni che durante il sonno, in particolare nella fase REM (quella dei sogni, caratterizzata proprio dai movimenti oculari rapidi), “archivia” queste esperienze in modo funzionale. I ricordi vengono integrati nella nostra storia personale, perdono gradualmente la carica emotiva intensa e diventano parte del passato.

    Ma quando viviamo un evento traumatico, questo sistema si blocca. Il ricordo rimane “congelato” nella sua forma originaria, con tutte le emozioni, sensazioni fisiche, immagini e pensieri del momento. È come se il cervello continuasse a suonare un allarme che non riesce a spegnere.

    L’EMDR lavora proprio su questo meccanismo bloccato. Durante la seduta, il terapeuta guida la persona a richiamare il ricordo traumatico mentre simultaneamente viene stimolata l’attenzione attraverso movimenti oculari alternati (o altri tipi di stimolazione bilaterale, come suoni o tocchi alternati). Questo processo sembra riattivare il sistema naturale di elaborazione del cervello.

    Non si tratta di cancellare il ricordo – cosa impossibile e nemmeno auspicabile – ma di permettere al cervello di completare l’elaborazione rimasta bloccata. Il ricordo resta, ma perde la sua carica emotiva disturbante e viene integrato in modo adattivo nella memoria autobiografica.

    È come la differenza tra una ferita aperta che continua a sanguinare e una cicatrice: il segno rimane, ma non fa più male.

    Quali sono le 8 fasi dell'EMDR?

    L’EMDR non è una tecnica improvvisata, ma un protocollo strutturato in otto fasi:

    1. Storia clinica e pianificazione del trattamento
      Il terapeuta raccoglie informazioni sulla storia della persona, identifica gli eventi da elaborare e valuta se l’EMDR è appropriato.
    2. Preparazione
      Si costruisce una relazione terapeutica solida e si insegnano tecniche di auto-regolazione emotiva. La persona deve sentirsi sicura prima di affrontare i ricordi disturbanti.
    3. Assessment (valutazione)
      Si identificano gli elementi specifici del ricordo traumatico: l’immagine più disturbante, le cognizioni negative associate (“sono impotente”, “è colpa mia”), le emozioni, le sensazioni fisiche.

    4-7. Desensibilizzazione, installazione, scansione corporea e chiusura
    Queste sono le fasi in cui avviene la vera e propria elaborazione attraverso la stimolazione bilaterale. Il ricordo viene progressivamente desensibilizzato, si installano cognizioni positive, si verifica che non restino tensioni nel corpo.

    1. Rivalutazione
      Nelle sedute successive si verifica la stabilità dei risultati ottenuti.

    Per Chi è Indicato l'EMDR

    L’EMDR nasce per il trattamento del Disturbo da Stress Post-Traumatico, ma negli anni la ricerca e la pratica clinica hanno dimostrato la sua efficacia per un’ampia gamma di problematiche:

    • Ansia e stress
    • Attacchi di panico
    • Fobie specifiche
    • Disturbo ossessivo-compulsivo
    • Depressione
    • Disturbi alimentari
    • Disturbi sessuali
    • Dolore cronico
    • incidenti, lutti
    • abusi fisici o psicologici, violenza domestica.

    Cosa aspettarsi da una seduta di EMDR

    Una seduta di EMDR dura tipicamente 50-60 minuti. Durante l’elaborazione, la persona può sperimentare sensazioni fisiche intense, emozioni che emergono, ricordi collegati che affiorano spontaneamente. Questo è normale e fa parte del processo di elaborazione.

    Molte persone descrivono l’esperienza come “guardare un film che scorre veloce”: le immagini si susseguono, le emozioni cambiano intensità, emergono nuove connessioni e prospettive.

    Come ci si sente dopo una seduta di EMDR?

    Dopo una seduta, è comune sentirsi stanchi – il cervello ha lavorato intensamente. Alcuni continuano a elaborare nei giorni successivi, con sogni vividi o nuove consapevolezze che emergono spontaneamente.

    Quanto durano in media i trattamenti con EMDR?

    Non esiste una risposta univoca. Dipende dalla complessità della situazione.

    Un evento traumatico singolo e circoscritto può essere elaborato in 3-6 sedute. Traumi complessi o esperienze di abuso prolungato richiedono percorsi più lunghi, che possono durare mesi o anche anni.

    La buona notizia è che l’EMDR tende a produrre risultati più rapidamente rispetto ad altre psicoterapie per il trauma. Oltre 30 studi clinici randomizzati controllati hanno dimostrato che l’84-90% dei pazienti con trauma singolo non presentano più diagnosi di PTSD dopo sole 3 sessioni da 90 minuti.

    L'EMDR Funziona?

    Cosa dice la scienza?  Risultati e Cambiamenti nel Cervello

    L’efficacia dell’EMDR non è solo una sensazione soggettiva dei pazienti; è visibile nelle scansioni cerebrali. Studi di neuroimaging condotti anche recentemente (2020-2024) mostrano che, prima della terapia, quando un paziente pensa al trauma, si attiva solo l’area destra del cervello (emotiva) e l’amigdala (centro della paura) è iperattiva. Dopo il trattamento EMDR, si osserva un cambiamento fisico: l’attivazione si sposta verso l’area sinistra (logica e verbale). Significa che l’evento è stato trasferito dalla “memoria emotiva viva” alla “memoria narrativa”. È diventato una storia passata, non più un pericolo presente. In altre parole, il cervello letteralmente si riorganizza dopo l’EMDR.

    L’EMDR può sembrare quasi magico quando si osservano i risultati, ma non c’è nulla di magico: è un processo terapeutico che sfrutta la naturale capacità del cervello di guarire se stesso, proprio come il corpo guarisce da una ferita fisica quando gli si danno le condizioni adeguate.

    Il terapeuta EMDR facilita un processo di auto-guarigione che il cervello è naturalmente predisposto a compiere.

    EMDR nel Contesto del Metodo MEC

    Al Centro Nastasi, l’EMDR non viene utilizzato in isolamento ma come parte integrante del Metodo MEC (Mindfulness, EMDR, CBT). Questa integrazione permette di:

    • Preparare meglio la persona all’elaborazione attraverso la mindfulness, se necessario
    • Lavorare sulle cause remote del disturbo con l’EMDR
    • Consolidare i risultati e modificare schemi cognitivi disfunzionali, con la terapia cognitivo-comportamentale

    Quando è indicato l'EMDR?

    L’EMDR è indicato per chiunque senta che le proprie reazioni emotive attuali siano sproporzionate o disturbanti.  È efficace per:

    • Ansia
    • Attacchi di panico e fobie
    • Depressione
    • Disturbo ossessivo-compulsivo
    • Lutti non elaborati
    • Ansia da prestazione e blocco nello studio/lavoro
    • Vittime di violenza fisica, psicologica o narcisistica
    • Chiunque senta di avere “un conto in sospeso” con la propria storia

    Quando l'EMDR Non è Indicato

    L’EMDR è potente ed efficace, ma non è adatto per tutti o in ogni momento. Non è indicato in caso di:

    • Grave instabilità emotiva o rischio suicidario acuto
    • Disturbi psicotici in fase attiva
    • Condizioni mediche che sconsigliano stress emotivo intenso (recente infarto, ictus)
    • Epilessia non controllata
    • Gravidanza avanzata (per alcune tipologie di trauma)

    Inoltre, alcune persone semplicemente non si sentono a proprio agio con questo approccio, e questo va rispettato. L’alleanza terapeutica e il sentirsi sicuri sono prerequisiti fondamentali.

    Trovare il terapeuta EMDR giusto

    Non basta che un terapeuta abbia seguito un corso di EMDR. È importante verificare che:

    • Sia formato e certificato da associazioni riconosciute
    • Abbia esperienza specifica con il tipo di problematica che si vuole affrontare
    • Esista una buona sintonia personale – l’alleanza terapeutica è fondamentale.

    Ricominciare a Vivere

    Chi completa un percorso EMDR riferisce spesso di sentirsi “finalmente leggero“, di non avere più i sintomi disturbanti di prima,  di aver ritrovato energia per il presente e speranza per il futuro.

    Vuoi liberarti dal peso di sintomi o disturbi che non ti permettono di vivere serenamente?

    Se non vivi con serenità oggi, il Metodo MEC può aiutarti a voltare pagina.
    La Dott.ssa Nastasi e la sua équipe sono specializzati nell’uso dell’EMDR per il trattamento dell’ ansia e degli altri disturbi citati.

    Terapia EMDR
    L'EMDR è doloroso o pericoloso?

    L’EMDR può essere emotivamente intenso, ma non è pericoloso quando condotto da un terapeuta qualificato. Durante le sedute possono emergere emozioni forti o sensazioni fisiche spiacevoli, ma questo fa parte del processo di elaborazione. Il terapeuta è sempre presente per guidarti e assicurarsi che tu ti senta sicuro. Inoltre, prima di iniziare l’elaborazione dei traumi, viene dedicato tempo alla preparazione e all’apprendimento di tecniche di auto-regolazione. Se in qualsiasi momento senti di aver bisogno di una pausa, puoi comunicarlo al terapeuta.

    No, questa è una delle caratteristiche distintive dell’EMDR. Non è necessario descrivere dettagliatamente ciò che è accaduto. Molte persone trovano estremamente difficile o ritraumatizzante parlare del proprio trauma, ed è proprio per questo che l’EMDR rappresenta un’alternativa preziosa. Il terapeuta ha bisogno di conoscere l’evento in linea generale per pianificare il trattamento, ma durante le sedute di elaborazione puoi lavorare sul ricordo in modo privato, senza doverlo verbalizzare. Questo rende l’EMDR particolarmente adatto per traumi molto dolorosi o per persone che fanno fatica a trovare le parole.

    I tempi variano significativamente da persona a persona. A volte  possono bastare 3-6 sedute per ottenere risultati significativi. Per situazioni complesse,  il percorso può richiedere diversi mesi. Alcuni benefici possono manifestarsi già dopo le prime sedute: molte persone riferiscono di dormire meglio, di avere meno pensieri intrusivi o di sentirsi meno in allerta. È importante ricordare che ogni percorso è unico e che il terapeuta adatterà il trattamento alle tue specifiche esigenze.

    No, l’EMDR non cancella i ricordi né lo desidera. L’obiettivo non è dimenticare ciò che è accaduto, ma cambiare il modo in cui il cervello immagazzina e reagisce a quel ricordo. Dopo l’EMDR, ricorderai ancora l’evento, ma non ti provocherà più la stessa sofferenza emotiva intensa. È come la differenza tra guardare una vecchia fotografia con distacco e rivivere l’esperienza come se stesse accadendo ora. Il ricordo diventa parte della tua storia personale, senza più controllarti o limitarti.

    L’EMDR può essere condotto efficacemente anche online, specialmente dopo la pandemia che ha accelerato lo sviluppo di protocolli specifici per la terapia a distanza. Tuttavia, per alcune persone o per situazioni particolarmente complesse,  le sedute in presenza possono essere preferibili, soprattutto nelle fasi iniziali. Il terapeuta valuterà insieme a te quale modalità è più adatta alla tua situazione specifica.

    Sì, l’EMDR è efficace anche con bambini e adolescenti, ovviamente con protocolli adattati all’età. I bambini spesso elaborano i traumi più velocemente degli adulti perché hanno meno strati di difese psicologiche e meno convinzioni negative radicate. Per i più piccoli, la stimolazione bilaterale può essere resa più ludica (attraverso il gioco, ad esempio) e le sedute sono generalmente più brevi. È importante che il terapeuta sia specificatamente formato nell’EMDR con minori e che i genitori siano coinvolti nel processo terapeutico in modo appropriato.

    Articolo a cura della Dott.ssa Giovanna Maria Nastasi – Psicologa Psicoterapeuta a Padova Contenuto basato su evidenze scientifiche internazionali – Ultimo aggiornamento: 2025

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